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Annodato a mano

Dalla materia prima all'opera finita, ogni tappeto orientale annodato a mano attraversa un processo di produzione minuzioso che può richiedere mesi o anni.

#Quali materiali entrano in un tappeto annodato?

Ogni tappeto orientale comincia con una rigorosa selezione delle materie prime. La lana di pecora è il vello più comune, a seconda della regione si usano la kork, la lana Ghazni o la lana merino. Il cotone serve di solito per ordito e trama, perché è dimensionalmente stabile e resistente allo strappo. La seta dà ai tappeti fini la loro lucentezza caratteristica e consente densità di annodatura altissime, come per i tappeti di Isfahan o Qom. La qualità delle materie prime determina in gran parte la mano, la durabilità e il valore futuro di un tappeto.

#Come si tinge la lana dei tappeti?

Tradizionalmente i tappeti orientali sono tinti con coloranti vegetali: la robbia fornisce rossi caldi, l'indaco il blu classico, e la guaderella un giallo luminoso. I coloranti naturali reagiscono diversamente sulla lana e sulla seta, creando sfumature vivaci chiamate abrash. Dal XIX secolo si usano anche coloranti sintetici per una tinta più uniforme. I tappeti di qualità usano spesso coloranti al cromo, particolarmente resistenti alla luce e al lavaggio.

#Come nasce il disegno di un tappeto?

Il disegno è l'anima artistica del tappeto. Nei laboratori urbani gli annodatori seguono un cartone, un modello cartaceo al millimetro dove ogni nodo è rappresentato come una cella colorata. In Iran questa notazione si chiama Talim. Gli annodatori nomadi, invece, lavorano spesso a memoria e tramandano motivi tradizionali di generazione in generazione. I disegni vanno da forme strettamente geometriche (tipiche dei tappeti nomadi) ad arabeschi fluidi e tralci floreali (tipici delle manifatture urbane).

#Come si annoda un tappeto a mano?

Nell'annodatura a mano, ogni filo di vello passa attorno a due fili di ordito e viene tagliato con il coltello. I due tipi principali di nodo sono il nodo Ghiordes simmetrico (turco) e il nodo Senneh asimmetrico (persiano). Il nodo persiano consente motivi più fini e densità di annodatura maggiori. A seconda del sistema di annodatura e della densità, un annodatore realizza da 5.000 a 12.000 nodi al giorno, un Isfahan fine con un milione di nodi al metro quadro può richiedere, a seconda delle dimensioni, da uno a diversi anni di lavoro. La densità di annodatura è uno dei principali indicatori di qualità, espressa in nodi per metro quadro.

#Cosa succede dopo l'annodatura?

Una volta annodato, il tappeto viene staccato dal telaio e attraversa diverse fasi di finitura. La cimatura uniforma il vello e fa risaltare il motivo. Il tappeto viene poi lavato, per rimuovere polvere e tintura in eccesso e dare al vello la sua lucentezza setosa. Dopo asciugatura e tensionamento, frange e bordi vengono consolidati. Per alcuni stili, come gli Ziegler o i tappeti vintage, un lavaggio supplementare con soluzioni speciali produce la tinta attenuata caratteristica.

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