Rug WikiRug Wiki

Riconoscere i colori naturali

La tintura naturale è oggi una caratteristica premium del tappeto orientale. In molti casi appare simile alla tintura chimica, ma invecchia in modo del tutto diverso. Chi vuole cogliere la differenza verifica in quattro punti. Questa pagina la guida attraverso i test.

#Test 1: gradiente di patina alla radice del nodo

Il test più affidabile, perché funziona solo su tinture naturali autentiche. Divarichi il vello in un punto fortemente colorato, fino a vedere la radice del nodo, cioè il punto in cui il nodo si appoggia all'ordito.

Nella tintura naturale il colore alla radice è di solito più profondo e saturo che alla punta del vello. La ragione: la punta del vello è stata esposta per decenni alla luce e si è schiarita. La radice era protetta e mantiene la pigmentazione originaria.

Nella tintura chimica il colore dalla radice alla punta è quasi identico. I coloranti acidi sintetici sono più resistenti alla luce e sbiadiscono pochissimo, per cui non si forma alcun gradiente di patina.

Questo test funziona particolarmente bene su tappeti con oltre 20 anni di utilizzo. Su pezzi molto giovani (meno di 5 anni) l'effetto è troppo debole per essere letto in modo affidabile.

#Test 2: prova di sfregamento con panno umido

Un secondo test, meno affidabile. Inumidisca un panno bianco con acqua fredda e strofini con decisione su una zona fortemente colorata.

La tintura naturale rilascia raramente colore, perché il processo prevede più bagni e i pigmenti sono saldamente legati nella lana. Alcune tinture naturali molto antiche possono rilasciare lievi tracce, in particolare la robbia.

La prima tintura all'anilina (anni 1880-1920) rilascia tracce di colore evidenti, soprattutto nei toni viola e rossi. Se il suo tappeto presenta sfumature lillà e rilascia colore alla prova di sfregamento, è probabilmente una prima anilina.

I moderni coloranti acidi sintetici sono resistenti alla luce e allo sfregamento. Non rilasciano nulla, né nella tintura naturale né in quella chimica. In tal caso il test non è dirimente.

Importante: questo test non offre prova positiva di tintura naturale. Permette solo di escludere le anilina antiche.

#Test 3: variazione ottica con la luce

La lana tinta naturalmente cambia resa con la luce più di quella tinta chimicamente. Osservi una bordura prima alla luce fredda del giorno (lato nord), poi alla luce calda della sera.

La robbia naturale appare alla luce fredda piuttosto rosso bruna fredda, alla luce calda arancio rossa calda. Il blu indaco appare alla luce del giorno blu profondo netto, alla luce serale più morbido e tendente al violetto. Il marrone noce appare di giorno terroso, di sera di un caldo color miele.

I coloranti acidi chimici sono notevolmente più costanti. Mostrano il proprio carattere cromatico indipendentemente dall'incidenza della luce, il che può essere tecnicamente un vantaggio ma toglie vivacità al tappeto.

Il test funziona meglio con più aplati di colore affiancati, perché si possono confrontare le diverse reazioni.

#Test 4: abrash e disomogeneità

La tintura naturale produce sempre lievi variazioni di partita. L'effetto visibile è l'abrash, le sottili transizioni striate in una superficie altrimenti uniforme. Se un tappeto mostra superfici di colore perfettamente uniformi senza alcun abrash, la probabilità di tintura chimica è elevata.

Viceversa: un abrash chiaramente visibile suggerisce con forza una tintura naturale. Questo test non è assoluto, ma è molto utile come conferma degli altri.

Per una certezza definitiva: sono possibili analisi di laboratorio per anilina o pigmenti sintetici specifici presso istituti certificati di tecnica tessile. L'analisi costa dagli 80 ai 250 euro per campione ed è sensata per pezzi di valore in cui il tipo di tintura è determinante.

Per l'uso domestico i primi quattro test sono sufficienti nella quasi totalità dei casi per giungere a una valutazione affidabile.

Continua a leggere